Esco di casa a piedi per girare l’angolo e comprare un etto di mortadella e due pizzette da portare a casa.
Dentro alla piccola bottega sento fischiare … mi affaccio e sono i vigili urbani.
Uno di loro scriveva veloce e lasciava multe sotto i tergicristalli, l’altro continuava a fischiare.
Chiedo come mai stessero facendo multe nella piazzetta davanti alla chiesa che da sempre è stata una zona molto tranquilla e che grazie ai suoi parcheggi pubblici ha permesso di sollevare il fastidioso problema dei parcheggi della mia zona.
Mi dicono che la fanno perchè le auto non espongono il disco orario. Mi vien quasi da ridere ma poi mi rendo conto che c’è ben poco da ridere e che 38 euro al vecchietto che gira col pandino che arriva giusto giusto a fine mese sia un po’ troppo per un “reato” che di per se non dovrebbe essere tale, ma solo la soluzione ad una problematica
più volte espressa anche in comune.
Chiedo con toni molto pacati alla vigilessa se si rende conto che al giorno d’oggi 38 euro possano essere davvero guai per chi arriva a stenti alla fine del mese e che di sicuro multare la gente per fare cassa non aiuta minimamente a risolvere il problema dei parcheggi considerando che la maggior parte delle costruzioni sulla statale non dispongono di garage e si “arrangiano” come possono.
Trovo una risposta fredda, disinteressata, con tono e sguardo da sufficienza : “non lo dica a me, io faccio solo il mio lavoro”.
Mi rifiuto di credere che dietro alla divisa non ci sia un minimo di sensibilità o almeno un attimo di riflessione e le confido molto apertamento che “IO piuttosto che fare quel lavoro preferisco mangiare nell’immondizia”.
La tipa va su tutte le furie e inveisce dicendomi che io non posso dirle questo in quanto lei è anche laureata.
Non vedo il nesso logico … e le ribadisco che il buon senso al di là dell’applicazione della legge ferrea dovrebbe essere alla base del loro lavoro.
Ribadisce la signorina che lei non deve render conto niente a me … e che lei continua a far il suo lavoro.
“ed a rompere i coglioni alla gente” ribadisco io.
La tipa si riagita ancora e chiama una pattuglia per prendere le mie generalità.
Arriva la pattuglia con altri 2 vigili e illustro il fatto dicendo che è nella mia totale libertà esprimere appunto il mio pensiero considerando in primis che non ho insultato la vigilessa ma semplicemente ribadito che IO piuttosto che fare il suo lavoro avrei preferito mangiare nell’immondizia … e secondariamente affermare che una facciata del loro lavoro è anche
“rompere i coglioni alla gente”.
Da quel che ne sò io … non ho MAI visto nessuno essere allegro e felice quando si trova una multa (giusta o ingiusta che sia) e penso che il termine “rompere i coglioni” per quanto possa essere poco elegante sia molto più eloquente di “creare dispiaceri”.
Oltretutto non vedo per quale motivo debba sentirsi offesa e chiamare “rinforzi” per ottenere le mie generalità (che ho dato senza opporre la minima resistenza) se le dico che a me il suo lavoro non piace affatto e lo stipendio di fine mese non basterebbe a mandar via i sensi di colpa per i guai che ho provocato (magari inconsapevolmente) a gente che già ha problemi di suo.
Credo che vestire una divisa non sia facile, ma credo anche che nel farlo bisogna accettare i pro ed i contro della propria professione. Oltretutto credo che le critiche gratuite siano stupide e puerili ma anche che fregarsene con fare di sufficienza di critiche costruttive di chi vive in quel quartiere da oltre 28 anni sia altrettanto stupido e puerile nonchè provocatorio.
La legge è uguale per tutti ? FALSO.
La parola di chi indossa una divisa vale sempre più della tua.
Esiste la libertà di espressione e di pensiero ? FALSO
Quando utilizzano una tua frase legittima per “sentirsi offesi” e dunque configurare il reato di oltraggio a pubblico ufficiale nonsei più libero di esprimere ciò che pensi realmente.
Ma sopratutto … io SONO RESPONSABILE DI CIO’ CHE DICO, NON DI QUELLO CHE GLI ALTRI INTENDONO.
Ecco perchè invito tutti i cittadini onesti a girare ARMATI (di telefonino) e farla pagare a questi bastardi sbirri di merda che mangiano con i soldi delle nostre tasse.
Ragazzo aggredito, picchiato e rinchiuso in carcere senza motivo. Il filmato dei vicini
Tutto è successo in una manciata di minuti. Stefano era uscito per andare a festeggiare il quindicesimo compleanno del cugino in un pub a 400 metri da casa sua. Alle 23 e 45 è arrivato davanti al locale “Regina di cuori” di viale Pinturicchio. Ma era chiuso. Così Stefano, che portava sul suo scooter anche un amico, ha fatto inversione, per tornare indietro. A questo punto un agente si è avvicinato e, a quanto si sente dal video girato dai residenti, si è rivolto a lui dicendo: “Che fai? Guardi? Che state a fa’?”. Subito il primo schiaffo. Stefano ha reagito chiedendo al poliziotto perché lo avesse colpito e in un attimo è stato accerchiato e preso a manganellate da un gruppo di agenti in tenuta anti-sommossa. “Aiuto, aiuto, ma che state facendo?”, ha gridato il ragazzo.
Qualcuno dai palazzi ha urlato: “Basta, siete in venti contro uno, lasciatelo stare”. Poi il filmato si interrompe. Quel che è successo dopo lo racconta il papà del ragazzo, Mario. “Stefano è stato portato dentro lo stadio con una camionetta e lì lo volevano costringere a firmare un foglio in cui non accettava il soccorso sanitario. Mio figlio ha messo la crocetta su “accetto”. Poi l’hanno trasportato in carcere”. E ieri mattina il gip ha convalidato l’arresto. “Ho visto mio figlio in pessime condizioni – ha dichiarato la signora Gugliotta – aveva la testa aperta, il sopracciglio spaccato, due denti spezzati. Mi ha detto: “Mamma devo rimanere qui ancora qualche giorno, ho paura di non farcela ad arrivare a lunedì, sto male”.
“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sè e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.”
E’ stata chiesta l’archiviazione per la morte di Aldo Bianzino, il falegname arrestato per detenzione di piantine di marijuana e morto subito dopo in carcere. Il blog ha intervistato l’avvocato della famiglia, Massino Zaganelli, e terrà viva l’attenzione su questo caso per sempre. Infatti, un possibile reato di omicidio non va in prescrizione e neppure la nostra memoria.
Semplice … perchè me la sono beccata 3 settimane fa.
3 giorni di febbre sui 38,5 … 39,5 gradi.
Un po’ di tosse, raffreddore, catarro che persiste circa una settimana dopo la guarigione.
3 Giorni di letto, relax psico fisico, 5 grammi di Vitamina C al giorno per 3 giorni (1 gr ogni 3 ore di Cebion 1gr).
4 Giorni di riguardo in casa pur lavorando al computer e svolgendo tutte le normalissime attività.
Eccomi qui, vivo e vegeto con molta più grinta e benessere di prima dell’influenza.
Vaccini ? Metalli pesanti ? Squalene ? Merda iniettata con la scusa di far del bene alla vostra salute ?
NO GRAZIE.
Questa pandemia è reale … ma vi assicuro che la suina, l’aviaria … o come cazzo la vogliate chiamare è di una banalità immensa.
Volete farvi il vaccino ? Sto dicendo un mucchio di cazzate ? Sono un pazzo paranoico e credete che i vaccini facciano bene ?
Evitate insulti e stronzate nei commenti e FATEVI IL VACCINO CARI SIGNORI, A ME NON VIENE IN TASCA NIENTE ne se lo fate, se non lo fate.
E’ una notizia fresca fresca, ma era facile prevederla secondo le precedenti dichiarazioni di Mazzucco di Luogocomune.net
Come facilmente intuibile infatti dal suo ultimo film/documentario dal titolo molto eloquente “Piero Angela non dice la verità” (è visionabile QUI), la prossima mossa era quella di “sfidare” formalmente ed ufficialmente Piero Angela e gli “esperti” del CICAP (Comitato per il controllo delle affermazioni sul paranormale) riguardo i cosiddetti “complotti”.
Ecco la lettera originale che Mazzucco ha inviato per Email a superquark@rai.it e via fax a 06.3721347 in data 20 agosto 2009 alla redazione di Superquark.
“Piero Angela
c/o Superquark
Via Achille Papa, 11
00195 Roma
Egr. Sig. Angela, mi chiamo Massimo Mazzucco, faccio il regista e sono responsabile del sito luogocomune.net.
Non avendo finora ricevuto risposta, desidero comunicarle personalmente di aver pubblicato un video, in data 15 agosto 2009, nel quale elenco numerose falsità da lei affermate durante la trasmissione Superquark del 30 luglio scorso, e la sfido ad un confronto diretto con me – in quanto “complottista” par excellence – sugli argomenti principali da lei trattati.
Il video è reperibile su luogocomune.net, nell’articolo intitolato “Piero Angela non dice la verità”, oppure su Arcoiris.tv, con lo stesso titolo, oppure facendo una ricerca in rete con la stessa stringa virgolettata.
In particolare, nella puntata del 30 luglio lei ha affermato che il servizio raccolta dati sugli avvistamento UFO (Sign/Grudge/BlueBook) “rimase in servizio per molti anni senza che nessuna osservazione di dischi volanti venisse confermata”.
Mi stupisce che lei non sappia che nello stesso BlueBook sono elencati oltre 700 casi di avvistamento di “dischi volanti” per i quali non si è mai potuto dare una spiegazione di tipo “terrestre”. Questo invalida palesemente la sua posizione “negazionista”, …
… rispetto all’inspiegabilità del fenomeno, che lei però continua a mantenere imperterrito.
Lei ha inoltre sostenuto che l’ipotesi del complotto (per tenere sotto silenzio la verità sugli UFO) fosse, e sia sempre rimasta, una semplice fantasia popolare, quando dovrebbe sapere che il Robertson Panel istruiva apertamente media e agenzie varie proprio a mettere sotto silenzio gli avvistamenti UFO.
Esiste cioè un documento ufficiale che smentisce in modo diretto, nero su bianco, le sue affermazioni.
In luce di quanto sopra suggerisco che lei debba ai telespettatori una sostanziale rettifica sull’argomento UFO, che ritengo abbia trattato in modo distorto e incompleto.
Rispetto alle sue critiche al “complottismo”, io sono ritenuto – a torto o a ragione – uno dei maggiori esperti in Italia fra chi critica la versione ufficiale dell’undici settembre. Ho sostenuto più volte a Matrix queste posizioni, ho scritto un libro sull’argomento, ed ho realizzato un film – messo in onda sempre da Matrix, e in parte da Report e da Odeon TV – che elenca nel dettaglio i punti deboli più vistosi della versione ufficiale.
Mi ritengo quindi citato in prima persona dai suoi commenti sui “complottisti”, che trovo fuorvianti, gratuiti, e in ultima analisi offensivi. Per questo motivo l’ho sfidata, nel video sopracitato, a dibattere con me – per radio, televisione, Internet, o dove vorrà lei – qualunque argomento relativo all’undici settembre.
Se preferisce, sono pronto a fare la stessa cosa sul caso Kennedy, che lei cita spesso spesso come esempio di questo “strano fenomeno sociale” chiamato complottismo.
Dopotutto, è il suo volto quello che compare a piena pagina su un articolo di un noto settimanale intitolato: “Sconfitti i maghi, sfidiamo i complottisti”. Sono quindi a sua piena disposizione, certo che vorrà dare seguito con i fatti – nel suo stesso interesse – a quello che per ora sono solo semplici parole.
Cordialmente
Massimo Mazzucco”
Con l’auspicio che Piero Angela e i suoi “esperti” accettino l’invito al dibattito e al confronto, dimostrando finalmente che la TV non è un senso unico per veicolare dogmi e menzogne, nonchè insultare e screditare coloro che non sono presenti al dibattito data la natura stessa del mezzo televisivo, attendiamo con suspance ricordando che qualora Angela non accetti l’invito sia palesemente in malafede nonchè un uomo non di parola, dato che lui stesso ha affermato che “dopo i maghi … sfidiamo i complottisti”.
I complottisti hanno accettato la sfida ! e tu Piero ?