Oracle vuole “assassinare” MySQL ? Non fasciamoci la testa e vediamo perchè.
E’ ormai risaputo che Oracle ha acquistato SUN e che SUN a sua volta acquistò MySQL.
Transitivamente parlando dunque Oracle ha comprato MySQL.
E’ ormai facile imbattersi in rete e sentire sviluppatori e sostenitore dell’open source affermare che Oracle ucciderà MySQL e che la fine è ormai vicina.
Il tutto ha un certo senso se consideriamo che Oracle è leader al mondo nel campo DB e che MySQL è un DBMS “emergente” che col ramo 5.0 è diventato molto maturo e stabile potendosi vantare a tutti gli effetti del titolo di DBMS.
Funzioni ambite da anni come Integrità referenziale, Stored procedure, Stored Function, Viste, Trigger, Partizionamento tabellare, replicazione, locking e transazioni ACID, che sono alla base di ogni BUON DBMS, sono ora implementate stabilmente e funzionali anche su MySQL.
E’ legittimo dunque pensare che Oracle veda un pericolo dalla diffusione sempre maggiore di MySQL utilizzata pressopiù da webhoster e per applicativi web ma che dal ramo 5 viene utilizzata anche per progetti molto corposi (pensiamo alla gestione di un ospedale ad esempio) o ai più classici Wikipedia, Facebook, Amazon o Google stesso.
Ancora più legittimo il sospetto se pensiamo che Oracle è un prodotto proprietario e costa un pacco di soldoni la versione di punta arriva ad OLTRE 40 mila dollari per processore + 10 mila all’anno di supporto, quando la versione Enterprise di MySQL arriva a 5 mila dollari per SERVER.
Non dimentichiamo inoltre che MySQL è open source e dual license ovvero posso scaricarlo GRATUITAMENTE nella stessa configurazione Enterprise (eccetto qualche utility per il monitoring), installarlo e utilizzarlo
internamente alla propria azienda senza spendere un solo euro.
Ragionando dunque su questi fattori diventa logico, razionale e addirittura normale sostenere che Oracle voglia assassinare MySQL fagocitandolo ed uccidendolo lentamente.
IO DICO CHE INVECE NON E’ AFFATTO COSI‘ e vediamo il perchè :
Oracle ha un target completamente diverso da MySQL e sopratutto clienti con disponibilità economica illimitata o quasi. Per un piccolo cliente Oracle è irrilevante investire un paio di milioni di euro per l’acquisto di una exadata machine v2 . Per un piccolo cliente MySQL è già arduo investire in un clustering master slave in HA con costi approssimativi di 10 mila euro.
MySQL è Open Source e licenziato sotto GPL v.2, allo stesso modo InnoDB (il motore transazionale della Innobase) è licenziato sotto licenza GPL2.
Esiste sempre la possibilità di fare un forking dal punto di arrivo di MySQL e InnoDB e proseguire indipendentemente lo sviluppo. Questa strada è già stata intrapresa da Monty Widenius (cofondatore di MySQL AB, la ditta che sviluppa MySQL) subito dopo l’acquisizione di Sun di MySQL AB. Il fork è stato denominato MariaDB che non è nient’altro che il seguito di MySQL. Anche InnoDB è stato forkato in XtraDB dalla società Percona. Tecnicamente parlando dunque, stesso codice di MySQL e InnoDB alla base, stesse funzioni e del tutto trasparente e indolore a chi volesse ”migrare” da MySQL a MariaDB.
Un altro motivo per cui vedo roseo il futuro di MySQL sono appunto le società che lo usano e la possibilità concreta di quante di esse possano coalizzarsi per investire ECONOMICAMENTE nel suo sviluppo open source. Prendiamo società come Google, come Amazon, come Redhat, come Facebook, come Canonical che si alleino per continuare lo sviluppo indipendente di un DB Free basato su un fork di MySQL. Dal punto di vista pratico significa SOLDI, SOLDI SOLDI SOLDI SOLDI … ovvero sviluppatori, risorse, ossia potenziamento di un prodotto già bello e funzionante di suo.
Nell’ipotetico caso in cui tutto vada a puttane e MySQL davvero muoia e nessuno sborsi 1 euro per un forking, (parliamo dunque di 3 possibilità con operatore logico AND e non OR) tutta la comunità nel giro di qualche anno migrerà a Postgres SQL e li allora saranno VERI dolori per Oracle. Per quanto MySQL possa essere un buonissimo prodotto, ottimo addirittura in alcuni contesti (tutto è relativo), pecca ancora di alcune lacune che in DBMS di punta come SQL Server (Microsoft) e Oracle sono ormai colmate e consolidate al 100%. Ad esempio in MySQL l’utilizzo dei Trigger è molto limitante, mancano funzioni come FIRST() e LAST() ed anche un sequences generator. Ma PostgreSQL ce l’ha queste “chicche” ? CERTO ! Infatti è l’unico DB Open Source (anche firebird non fa schifo) che possa competere con BIG del calibro di MSSQL Server e Oracle.
Ammazzare un “rivale” come MySQL significa letteralmente rimpiazzarlo con un ancora più temibile rivale che può far DAVVERO MALE anche al target Enterprise di Oracle.
PS :
Fino ad ora ho parlato e ragionato da semplice informatico, ma non dimentichiamoci che in ambito finanziario la normale logica quotidiana viene messa da parte da complessi e astratti concetti finanziari.
Avrebbe dunque senso finanziariamente parlando comprare MySQL per acquisire ancora più prestigio nei confronti degli azionisti e del mercato e indurre grossi guadagni in borsa.
Vogliamo mettere parlare di una società che POSSIEDE UN PRODOTTO (bello o brutto che sia) che GIRA su oltre il 70 % dei webserver in tutto il mondo ? E’ un bel biglietto da visita direi !!!
Da oltre dieci anni vengo avvicinato di continuo da strani personaggi che sono convinti di essere furbi, di avere avuto l’idea vincente e che mi chiedono di intraprendere una qualche attività con loro, perché, dicono, “c’è da fare i soldi”. Parlo, ovviamente, della realizzazione di un progetto per il web.
Non frequento gente di malaffare, sia chiaro! Quelli che definisco “strani personaggi”, a volte, sono pure colleghi, amici, parenti.
C’è quello che mi chiede di realizzare gratuitamente un sito di ricette; idea certamente rivoluzionaria, nessuno ci aveva pensato prima! Tanto poi i soldi li facciamo, non sa neanche lui come, ma li facciamo. E si divide! Sicuro, si divide esattamente a metà come nelle migliori società… Io ci penso e ragiono per qualche secondo, anche tralasciando il fatto che il progetto fa acqua da tutte le parti pervengo comunque a questa conclusione: io mi accollo tutta la progettazione del sito, la realizzazione e la messa on line e tu hai la faccia tosta di chiedermi di dividere a metà? In questi casi amo citare Totò: “Ma mi faccia il piacere!”
Anni fa un altro episodio divertente. Un tizio mi chiama, non so come sia entrato in possesso del mio c.v., e mi convince in qualche modo ad incontrarlo a casa sua per un’offerta di lavoro. Non so il perché, ma ho accettato. Mi presento e dice qualcosa del tipo: “Ho bisogno di un amico che mi realizzi un sito, un portale turistico, faremo un sacco di soldi”. Un altro con l’idea geniale! Un portale turistico su Venezia, fantastico, non ci ha ancora pensato nessuno. Continuava, poi, ad utilizzare il termine “lavorare in amicizia”, eppure era la prima volta che lo vedevo. Ovviamente l’ho rispettosamente salutato e ho declinato…un così allettante invito.
Chiudo, infine, con la recente richiesta dell’amico di un mio parente che ha la pretesa di farmi posizionare, per la chiave appartamento Venezia, una pagina html composta da due righe di testo e da una foto. Questa però è una persona onesta! È disposto a pagarmi sino a 50 euro!
E poi ci sono i clienti, quelli veri, non i cialtroni di cui vi ho parlato in precedenza. Clienti che non hanno la minima idea di quello che puoi realizzare per loro, che non si impegnano a capire la portata di un investimento nel web, né ti ascoltano quando cerchi di spiegarglielo. E, nonostante questo, si permettono di definire unilateralmente il prezzo di quello che gli stai proponendo. Che so, mi è stato richiesto un cms, usabile e posizionato per chiavi competitive a meno di 500 euro, perché l’amico imprenditore, tramite il cugino del fratello del nipote della zia del figlio della centralinista, ha speso una cifra simile.
Sorrido ricordando questi episodi e ce ne sarebbero molti altri da raccontare… Poi però continuo a pensarci e mi prende il malumore e quindi, non si potrebbe dire, lo so, ma lo faccio lo stesso: mi incazzo di brutto!
Possibile che queste persone siano così stolte da pensare che bastano due righe di codice e un’idea che sa di rancido “per fare i soldi”? Possibile che non si rendano conto che fare del buon web costa denaro e sangue? Possibile che non si rendano conto che tra la massa di cugini e fratelli dell’amico che sa “programmare i siti” esistono anche dei professionisti che hanno studiato per decenni e che devono essere remunerati come per qualsiasi attività altamente specialistica?
Non riesco a credere che un’attività così moderna, così tecnologicamente avanzata debba essere sempre sminuita e sottovalutata dalla maggior parte delle persone che ci circondano.
Il WEB è cosa seria! Sono necessari investimenti adeguati per ottenere dei risultati in termini di appeal, immagine e vendite. In questo mondo non è possibile improvvisare, neppure convertirsi, se non dopo un lasso di tempo di studio adeguato.
Io sono un professionista! Altrettanto lo siete voi che state leggendo o, perlomeno, molti tra voi. Ho passato degli anni a studiare come realizzare un buon prodotto per il web e continuo a farlo, ogni santo giorno. Non ho la presunzione di essere in grado di creare qualcosa di realmente nuovo o innovativo, ma ci metto l’anima e continuo ad ottenere, sino ad ora, risultati almeno soddisfacenti. Non credo di essere inferiore quanto a preparazione e specializzazione ad un avvocato, ad un commercialista, ad un giornalista o ad un dottore. Possibile che ogniqualvolta parlo del mio lavoro vengo guardato con gli occhi sgranati quasi fossi un alieno? A volte rinuncio a spiegare la mia professione e mi definisco, più semplicemente, un consulente informatico: “quello che aggiusta i computer”, così evito discussioni sterili.
Eppure a volte le cose vanno esattamente come devono. Riesco a convincere il potenziale cliente ad investire una cifra adeguata per il progetto; ad ottenere quel minimo di collaborazione che ti permette di individuare le esigenze dell’azienda, il mercato, i competitor. Ne nasce sempre qualcosa di positivo, sempre! Quando vengono rispettati certi principi e certi parametri il cliente ti chiama e ti ringrazia, perché il lavoro effettuato ha creato del valore aggiunto alla sua attività.
Il sito o l’applicazione web che hai realizzato ha ridotto e/o semplificato la mole di lavoro, oppure ha aumentato le vendite o, ancora, ha permesso di fare conoscere prodotti in mercati sino ad ora inesplorati.
Il web funziona se fatto cum grano salis! Mettetevelo nella zucca una buona volta, voi ignoranti in materia!
Ecco un post dell’ultimora al quale vorrei daste un’occhiata.
Essenzialmente è una petizione per salvare MySQL il Database Open Source più famoso al mondo che rischia di essere spazzato via dall’acquisizione di Oracle.
Vi basti pensare che sopra MySQL girano ALMENO il 50% dei siti web, tutti i CMS in PHP, Wordpress, Joomla, Facebook, Google, Wikipedia,Amazon …
MySQL è Open Source, un ottimo prodotto chiaro e disponibile alla portata di tutti a costo ZERO !
Doppia licenza per versione commerciale e versione free.
Stabile, veloce, potente. Un gestionale sviluppato su MySQL potrebbe farvi risparmiare sin da subito circa 2 mila euro rispetto ad altre soluzioni proprietarie.
E’ nel vostro interesse come cittadini digitali, usufruitori di google e servizi web dare il vostro piccolo contributo firmando la petizione qui sotto cliccando sull’immagine blu e gialla.
Oggi mi sono trovato a risolvere un problema piuttosto fastidioso riguardo il sito di un mio cliente basato su Drupal 6.
Detto in parole povere questo sito era hostato su una Linux Centos 5.4 con la versione ufficiale di PHP ovvero la 5.1.6 e si piantava in maniera poco ortodossa restituendo nall’error_log la seguente dicitura : Call to undefined function: date_format()
Facendo una breve ricerca ho letto che questa funzione è presente sin dalla versione 5.1 del PHP e dunque non avrebbe dovuto esserci alcun problema anche se nella pratica il problema c’era eccome.
Leggendo su vari forum ho notato che tutti consigliavano il passaggio alla versione 5.2.6 di PHP tramite l’utilizzo di repository non ufficiali come quello di REMI ad esempio rischiando comunque di “rompere” le dipendenze tra i vari pacchetti e sopratutto di destabilizzare un server in produzione.
La realtà invece era ben diversa e non immaginabile a priori (purtroppo).
Le funzioni PHP in questione sono incluse infatti di default dalla versione 5.2 del PHP, MA … (MA) sono incluse come funzioni SPERIMENTALI nella versione 5.1.6 e disabilitate di default.
Onde evitare di passare molto pericolosamente alla versione 5.2 ho scelto dunque di abilitare queste funzioni “sperimentali” ricompilando il pacchetto RPM di PHP 5.1.6
Ecco una breve guida per i sistemisti che vogliano ovviare in un modo molto elegante (e anche macchinoso) a questo fastidiosissimo problema.
Prerequisiti : Accesso Root tramite SSH al sistema.
1) Scarica il pacchetto SRPMS della versione PHP corrente (rpm -qa | grep php) da rpm.pbone.net o da un relativo mirror :
3) Installa il pacchetto SRPM (sempre da utente non root)
rpm -ivh php-5.1.6-23.2.el5_3.src.rpm
Questo comando metterà il tarball sorgente e le patch nella dir SOURCES e lo specfile (istruzioni per la compilazione) in SPECS
4) Editare lo SPEC chiamato php.spec
Trovare una linea in cui c’è scritto : CFLAGS=”RPM_OPT_FLAGS -fno-strict-aliasing -Wno-pointer-sign” ed aggiungere -DEXPERIMENTAL_DATE_SUPPORT=1
deve essere modificata esattamente in :
In questo modo si passano i flag al compilatore GCC abilitando le feature sperimentali sulle date.
5) Ricompilare il PHP ricreando il file .rpm (da utente non root)
rpmbuild -ba SPECS/php.spec
E’ possibile che sia necessario installare alcuni pacchetti addizionali (solitamente quelli di sviluppo almeno) per soddisfare tutte le dipendenze.
Il sistema compilerà PHP e potrà richiedere anche una 20ina di minuti su sistemi non troppo performanti, motivo per cui si consiglia di effettuare l’operazione di notte o in regimi di non produttività.
Una volta finito il pacchetto corretto sarà creato dentro a RPMS/i386
6) Estratte i binari dai pacchetti RPM generati.
Troverete diversi file .rpm all’interno di questa cartella ma a noi interessa solo quello chiamato php-5.1.6-23.2.i386.rpm
Prendiamo il file e scompattiamolo in una cartella ad esempio chiamata pippo sotto /tmp
7) Sostituzione File. (da root)
Troveremo essenzialmente un albero di directory all’interno di questa cartella che rispecchia a grosso modo l’albero del sistema corrente :
/usr/bin
/usr/lib
Sostituiamo i seguenti file del sistema correnti con questi appena scompatatti :
Ripristiniamo i permessi e i proprietari corretti per i seguenti file cambiati e riavviamo Apache. Voilà … problema risolto.
PICCOLA NOTA :
Ma non è ora che Redhat (da cui deriva CentOS) non dedichi un po’ più di tempo agli aggiornamenti del suo software e agli upgrade delle versioni ?
Mi sembra assurdo che una distribuzione che si vanta di avere un lifecycle di ben 7 anni abbia la faccia tosta di lasciare i propri clienti con versioni a mio avviso obsolete di PHP e MySQL, sopratutto in ambiente di virtualhosting dove le abitudini dei programmatori e le applicazioni php installate dai clienti sono piuttosto eterogene.
Un modo nativo e ufficiale per poter supportare i continui aggiornamenti e il progredire di PHP 5 senza rompere la retrocompatibilità no eh ?
Dato che siamo nel periodo natalizio e non ho chiesto ancora nulla a Babbo Natale … speriamo che il regalo (magari per il prossimo anno) sia proprio una tecnologia simile.
E’ assurdo che per rinnovare il dominio di un cliente si debba attendere oltre 2 settimane e l’impossibilità di utilizzo del dominio stesso.
Tiscali a mio avviso è un’azienda che fallirà a breve, ogni giorno ne ho sempre più conferma pur essendo un piccolo consumatore.
Ma invece di pagare fior di milioni quel buffone di Ezio Greggio per quei penosi spot in TV e i relativi affitti degli spazi pubblicitari, non farebbero meglio ad assumere tecnici preparati ed efficienti o ulteriore personale che sia in grado di risolvere questi banali problemi in tempistiche accettabili ?
Manco a farlo apposta ho di nuovo grattacapi con quell’azienda di merda quale è Tiscali.
Cerco di spiegare brevemente il problema come ho più volte ribadito anche a loro :
Il nome di dominio in questione è FRANCESCAGENTILI.COM
Il Dominio era registrato da Areaserver (acquisita da Tiscali)
Il Dominio è scaduto il 25 Luglio 2009 (senza nessuna email di avviso)
Il 10 Agosto 2009 alle ore 3:30 di mattina ho effettuato il rinnovo.
Premessa : Il rinnovo è avvenuto recandomi presso il pannello di controllo TISCALI.IT e non essendo elencato il dominio, ho optato per un “trasferimento” a cui non è stato ovviamente allegato nessun codice valido di trasferimento in quanto appunto è un ex dominio Areaserver che legalmente e tecnicamente parlando gestisce e amministra TISCALI.IT
Attualmente il whois del dominio risulta :
Domain Name: FRANCESCAGENTILI.COM
Registrar: DIRECTI INTERNET SOLUTIONS PVT. LTD. D/B/A PUBLICDOMAINREGISTRY.COM
Whois Server: whois.PublicDomainRegistry.com
Referral URL: http://www.PublicDomainRegistry.com
Name Server: DNS.PARKPAGE.FOUNDATIONAPI.COM
Name Server: DNS2.PARKPAGE.FOUNDATIONAPI.COM
Status: ok
Updated Date: 27-jul-2009
Creation Date: 25-jul-2006
Expiration Date: 25-jul-2010
Si deduce facilmente che il dominio è in stato di Parking, ed essendo stato rinnovato desiderei fosse attivato e puntato correttamente ai DNS Tiscali nonchè possa essere gestibile e configurabile dal pannello di controllo domini Tiscali.
Cosa dovrebbero fare dunque i signori di TISCALI ?
Rendersi conto che il rinnovo del dominio è stato PAGATO (con carta di credito)
Loggarsi nel pannello di controllo a loro riservato dal registar che utilizzano per i domini .com (in effetti sono rivenditori)
Pagare e rinnovare il mio dominio e puntare i DNS sui DNS TISCALI (ovvero protone.dns.tiscali.it ed elettrone.dns.tiscali.it)
Comunicarmi via email il rinnovo.
Sono operazioni a mio avviso davvero elementari che non richiedono più di 10-15 minuti nel peggiore dei casi.
Scrivo questo post alle 3:33 di Giovedì 13 Agosto e nulla è cambiato dalla situazione iniziale. Solo parole e fumo anche di fronte a fax e minacce di provvedimenti legali.
3 fottutissimi giorni (fino ad ora … chissà quanto tempo ci vorrà ancora) per rinnovare un dominio che non mi hanno nemmeno segnalato fosse in scadenza dato che stavano migrando i domini dai vecchi sistemi Areaserver a quelli Tiscali.
Tutta questa porcata ha fatto si che non mi fosse segnalata l’imminente scadenza, oltre i vari problemi che ho avuto con altri domini registrati (DNS reimpostati automaticamente e impossibilità di utilizzare DNS esterni).
Mi domando qual’è il senso ed il modello di business di questa società che secondo la logica del mercato dovrebbe essere fallita già da un pezzo.
Email, Telefonate all’helpdesk, Fax … niente di niente ! Tutto fermo e il dominio non è visibile.
Le prime 3 telefonate purtroppo sono andate perse ma da oggi in poi inizio a registrare e a pubblicare giorno per giorno (vediamo quanto tempo ci impiegano) tutte le telefonate tra me e l’helpdesk Tiscali tanto per rendervi conto quale sia realmente il servizio di questa società che si spaccia come professionale.