Il film (documentario) sul cancro è finalmente pronto. Dura in tutto 2 ore e dieci minuti, e verrà distribuito su supporto “double layer”, per mantenere la qualità originale. Chi vuole ordinarlo può andare QUI (il film sarà anche disponibile in rete). Le spedizioni inizieranno la prossima settimana, non appena completate le pratiche SIAE. (Grazie a chi ha già acquistato per la pazienza).
La riproduzione del DVD è libera, e l’invito è naturalmente per tutti di farlo girare il più possibile.
The Wrestler è la storia di Randy ‘The Ram’ Robinson, un wrestler degli anni 80 che come una meteora in caduta libera, brucia la carriera, gli affetti e l’autostima per se stesso.
Un Mickey Rourke che buca letteralmente lo schermo grazie all’interpretazione di The Ram, riuscendo a trasmettere emozioni “primordiali” e genuine allo spettatore che immancabilmente non può lasciarsi coinvolgere e travolgere dal personaggio di Randy Robinson e dalla sua storia.
Un film drammatico e biografico che intende raccontare la storia di un famoso wrestler del passato, ma che parallelamente racconta dell’altra meteora (questa volta hollywoodiana) Mickey Rourke e del suo rapido declino, degli alti e bassi e della voglia di rimettersi in gioco, di resuscitare.
Facile, lineare, senza effetti speciali di cui siamo ormai ultimamente assuefatti, ma che con la sua semplicità riesce ad esprimere tutta la sua essenza fotogramma dopo fotogramma.
Sarà che l’inverno è più noioso del solito, e a volte mi rifugio anch’io davanti alla “scatola”.
Tra i molti Telefilm che trasmettono, vedo abbastanza spesso quelli che ruotano attorno al mondo della sanità e degli ospedali.
Ricordo che il primo Telefilm basato su questo genere fù E.R (Medici in prima Linea) che fu il trampolino di lancio per George Clooney.
In questi Telefilm emerge sempre la professionalità e le capacità del personale medico, che tra un’iniezione di adrenalina, un massaggio
cardiaco e le infinite love story che si vengono a creare all’interno dell’ambiente riescono sempre a salvare vite in modo eroico e modesto.
Se pensate che questi Telefilm siano lo “specchio” di ciò che sia realmente l’assistenza sanitaria negli USA, fate come me : guardatevi SICKO.
SICKO è un documentario denuncia di Michael Moore in cui analizza con un occhio pesantemente critico il sistema di assistenza sanitaria degli Stati Uniti d’America, introdotto nel 1971 da Richard Nixon. Sebbene questo sistema fosse partito con la nobile intenzione di garantire le migliori cure sanitarie del mondo (anche se nel film viene riproposta una telefonata tra Nixon e il suo consulente John Ehrlichman nella quale viene informato dei continui cavilli utillizzati dalle compagnie contro gli assistiti il giorno prima l’annuncio dell’introduzione) oggi è di fatto in mano alle grandi e potenti lobby delle assicurazioni e del farmaco. Tutto questo potere gli permette di fatto di attuare delle scelte, talvolta senza il minimo senso di umanità, volte a negare cure mediche spesso vitali agli assistiti o di fare di tutto il possibile per evitarne, attraverso i minimi cavilli contrattuali, il finanziamento, anche a posteriori. Queste scelte garantiscono alle compagnie enormi profitti, spesso utilizzati per finanziare membri del Congresso e il presidente Bush (in una scena appaiono diversi membri del congresso seduti in fila sopra le cui teste appaiono targhette con l’importo del finanziamento ricevuto dalle case farmaceutiche) per avere una legislazione favorevole che gli ha fatto guadagnare nel 2003 il totale controllo del mercato sanitario americano.
Nel corso del film verranno testimoniate alcune esperienze da parte di persone coinvolte a vario titolo in questo sistema. Cominceranno a parlare persone prive di assicurazione medica, costrette ad evitare le cure mediche – talvolta a costo della vita – a causa dell’importo particolarmente esoso che l’assicurazione gli avrebbe coperto. Parleranno anche persone malate di cancro e assicurate con le migliori compagnie le quali, attraverso le scuse più assurde e disparate fino a negare completamente la patologia, si vedono negare il pagamento delle cure: a causa di queste scelte, delle quattro donne intervistate due sono decedute, un’altra sta attraversando una fase terminale mentre l’ultima ha potuto diagnosticare la propria malattia durante una vacanza in Giappone ed ha fatto causa alla compagnia assicurativa. Queste drammatiche situazioni verranno confermate dalle testimonianze di persone addette ai lavori all’interno delle assicurazioni, istruite affinché cerchino dapprima di scovare una tra le innumerevoli patologie pregresse pur di non promuovere la polizza, poi di trovare una scusa possibile pur di non dover pagare le cure necessarie talvolta alla sopravvivenza dell’assicurato, infine di recuperare il denaro cercando un’eventuale pecca, anche minima, nelle procedure.
Dopo un bel pezzo che non andavo al cinema, stasera Shrek 3° al Giometti di PSE
Un film d’animazione divertente e simpatico con aspetti grafici decisamente interessanti !
Ottima anche la scelta della colonna sonora con chicche del calibro di “I live and let die” – Guns’n Roses ed Immigrant Song – Led Zeppelin.
Un must assolutamente da non perdere sopratutto per chi ha visto le 2 precedenti avventure !
Cosa fareste se trovaste una botola che vi conduca nel corpo di John Malkovich e vi permettesse di prenderlo in possesso ?
E’ ciò che succede al protagonista di questo film.
Per la serie “Ma kekkazzo ho appena visto ?” è questa probabilmente la frase che esclamerete allo scorrere dei titoli di coda rimane comunque un film decisamente bello, originale, poliedrico quasi freudiano.
Morale molto da interpretare e da cogliere soggettivamente, pone domande psicofilosiche di un certo spessore:
il dubbio amletico dell’essere o non essere ed ancor più eloquentemente l’essere o l’apparire ?
Concentrato sull’inverosimile storia del protagonista che si guadagna da vivere (o meglio sopravvivere) facendo il burattinaio ben presto si accorgerà di esser anche marionetta.
Se avete voglia di cimentarvi nella visione di un film bizzarro e originale, che vi lasci anche un bel pò di spunti su cui riflettere, provate ESSERE JOHN MALKOVICH, non ne rimarrete delusi.
A distanza di ben 4 anni dalla sua uscita, questa sera mi sono visto per la prima volta in DVD Big Fish.
Definito il capolavoro di Tim Burton, è uno dei più bei film di sempre. Un testamento, una sorgente che illustra l’origine della fantasia Burtoniana. Una critica a coloro che non accettano le favole, che le considerano fantasie inutili e che non consentono di affrontare i problemi della vita.
Decisamente ricchi i contenuti Extra presenti nel DVD.