Giornalista scopre un’ altra verità sul delitto di Meredith Kercher: incriminato, non ha più scritto.

ottobre 29th, 2008 by J3njy

La Rosa RossaLa notizia era clamorosa e grande è stato lo sconcerto nel vederla, il giorno dopo, sparire da tutti i giornali: due ore prima del ritrovamento del cadavere di Meredith Kercher, alle 7 del mattino, un giovane si aggirava in piazza Grimana con le mani, i vestiti e le scarpe sporchi di sangue. Fuori di sé, urlava e piangeva: “L’ho ammazzata, l’ho ammazzata”».
La notizia era suffragata da numerose testimonianze scrupolosamente raccolte dal giornalista: passanti, infermieri e autista dell’ ambulanza venuta a soccorrere il giovane, i medici del pronto soccorso che l’ hanno curato per un lungo taglio a una mano. Tutti con nome e cognome.
Perché, allora, la notizia, capace di rovesciare tutta l’ indagine che da quasi un anno tiene in carcere Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Guede, è sparita? Perché non ha avuto alcun seguito?
Ora una risposta c’ è: il giorno stesso della pubblicazione, il 23 maggio scorso, il giornalista fu convocato in questura, interrogato pesantemente per due ore e, alla fine, iscritto nel registro degli indagati per l’ assurdo reato di provocato allarme.
Firmato: Dott. Giuliano Mignini, il piemme dell’ inchiesta Kercher. Lo stesso piemme che due anni fa accusò chi scrive di depistaggio per avere criticato la sua indagine sul fantasioso omicidio Narducci e mi sbatté illegalmente per 23 giorni in galera; lo stesso che, per identica ragione, mise sotto indagine lo scrittore e giornalista americano Douglas Preston; il magistrato che il 14 novembre prossimo siederà sul banco degli imputati a Firenze accusato, tra le altre cose, di avere messo illegalmente sotto intercettazione altri giornalisti troppo critici con lui.
Il giornalista di Perugia non se l’ è più sentita di continuare.
Perugia, distretto della Russia di Putin.
Eppure la notizia è sempre valida e offre spunti interessanti ed elementi nuovi che, se collegati a quelli già noti, disegnano un nuovo, molto più inquietante quadro di quello che potrebbe essere accaduto nella notte tra il 1 e il 2 novembre del 2007.
Il giovane ferito e insanguinato si chiama Claudio Pellegrini, di Trento, a Perugia noto come tossicomane e spacciatore, informatore della polizia e ben conosciuto dal personale del pronto soccorso che segnalò l’ accaduto alle forze dell’ordine. Incredibilmente pare che l’uomo non sia mai stato sentito dagli inquirenti e che nessuno gli abbia preso le impronte. Da notare, tra l’ altro, che la descrizione di Pellegrini fatta dalla mezza dozzina di persone quella mattina (Trent’anni, biondo, occhi azzurri, un berretto di lana bianco calato sulla testa e una felpa scura) corrisponde alla descrizione dello sconosciuto che fornisce Rudy Guede il quale niente poteva sapere di questo episodio.
Ora se si inserisce un personaggio legato alla droga nella scena del ritrovamento del cadavere di Meredith, altri particolari non secondari potrebbero trovare una spiegazione: perché, per esempio, l’ assassino prese e poi gettò via i due cellulari della ragazza inglese? A fare questo avrebbe potuto aver interesse solo chi, conosciuto dalla polizia, non voleva far trovare il proprio recapito nel cellulare della vittima di un omicidio. Cancellato il proprio numero, se ne sarebbe poi disfatto.
Ma sorgono anche domande molto imbarazzanti: il delitto fu scoperto da due agenti di polizia che indagavano sul ritrovamento di due cellulari. Ora, perché ben due agenti di polizia indagavano su un episodio così banale e frequente come lo smarrimento di due cellulari? E ancora: come hanno fatto in così poco tempo a scoprire che appartenevano a Meredith Kercher? E come hanno fatto a scoprire in ancor meno tempo dove abitava la studentessa?
Perché Claudio Pellegrini fu subito rinchiuso in un centro di recupero inaccessibile ai giornalisti e alle loro domande?
Che cosa era accaduto quella mattina a Claudio Pellegrini?
Perché gli inquirenti non lo dicono, se hanno accertato che non ha niente a che fare con la morte di Meredith Kercher?

(Tratto da www.mariospezi.it )

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Postato in Notizie in Sordina | 3 Commenti »

3 Commenti

  1. Bettinelli (da brescia) Scrive:

    Devi avvertire l’avvocato Giulia Bongiorno e il padre di Sollecito …. loro potranno utilizzare al meglio l’informazione…. se corrisponde a verità è una bomba!
    v.b.

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  2. nicki Scrive:

    La polizia ha già dichiarato mesi e mesi fa, quando il presunto “scoop” è uscito sul giornale, di avere immediatamente fermato e interrogato il tizio in questione che è risultato totalmente estraneo ai fatti. Si riferiva alla sua ragazza con cui aveva appena fatto una lite furiosa.
    Speczi ce l’ha a morte con Mignini per il caso del Mostro di Firenze e cerca di screditarlo in tutti i modi.

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  3. max59 Scrive:

    DI CHI PUO ESSERE PARENTE IL TOSSICODIPENDENTE ???

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