Tu dici che la collina è troppo ripida da scalare, scalala !
Dici che vorresti vedermi provare … scalala !
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Tu dici che la collina è troppo ripida da scalare, scalala !
Dici che vorresti vedermi provare … scalala !
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To the center of the city in the night waiting for you.
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Esco di casa a piedi per girare l’angolo e comprare un etto di mortadella e due pizzette da portare a casa.
Dentro alla piccola bottega sento fischiare … mi affaccio e sono i vigili urbani.
Uno di loro scriveva veloce e lasciava multe sotto i tergicristalli, l’altro continuava a fischiare.
Chiedo come mai stessero facendo multe nella piazzetta davanti alla chiesa che da sempre è stata una zona molto tranquilla e che grazie ai suoi parcheggi pubblici ha permesso di sollevare il fastidioso problema dei parcheggi della mia zona.
Mi dicono che la fanno perchè le auto non espongono il disco orario. Mi vien quasi da ridere ma poi mi rendo conto che c’è ben poco da ridere e che 38 euro al vecchietto che gira col pandino che arriva giusto giusto a fine mese sia un po’ troppo per un “reato” che di per se non dovrebbe essere tale, ma solo la soluzione ad una problematica
più volte espressa anche in comune.
Chiedo con toni molto pacati alla vigilessa se si rende conto che al giorno d’oggi 38 euro possano essere davvero guai per chi arriva a stenti alla fine del mese e che di sicuro multare la gente per fare cassa non aiuta minimamente a risolvere il problema dei parcheggi considerando che la maggior parte delle costruzioni sulla statale non dispongono di garage e si “arrangiano” come possono.
Trovo una risposta fredda, disinteressata, con tono e sguardo da sufficienza : “non lo dica a me, io faccio solo il mio lavoro”.
Mi rifiuto di credere che dietro alla divisa non ci sia un minimo di sensibilità o almeno un attimo di riflessione e le confido molto apertamento che “IO piuttosto che fare quel lavoro preferisco mangiare nell’immondizia”.
La tipa va su tutte le furie e inveisce dicendomi che io non posso dirle questo in quanto lei è anche laureata.
Non vedo il nesso logico … e le ribadisco che il buon senso al di là dell’applicazione della legge ferrea dovrebbe essere alla base del loro lavoro.
Ribadisce la signorina che lei non deve render conto niente a me … e che lei continua a far il suo lavoro.
“ed a rompere i coglioni alla gente” ribadisco io.
La tipa si riagita ancora e chiama una pattuglia per prendere le mie generalità.
Arriva la pattuglia con altri 2 vigili e illustro il fatto dicendo che è nella mia totale libertà esprimere appunto il mio pensiero considerando in primis che non ho insultato la vigilessa ma semplicemente ribadito che IO piuttosto che fare il suo lavoro avrei preferito mangiare nell’immondizia … e secondariamente affermare che una facciata del loro lavoro è anche
“rompere i coglioni alla gente”.
Da quel che ne sò io … non ho MAI visto nessuno essere allegro e felice quando si trova una multa (giusta o ingiusta che sia) e penso che il termine “rompere i coglioni” per quanto possa essere poco elegante sia molto più eloquente di “creare dispiaceri”.
Oltretutto non vedo per quale motivo debba sentirsi offesa e chiamare “rinforzi” per ottenere le mie generalità (che ho dato senza opporre la minima resistenza) se le dico che a me il suo lavoro non piace affatto e lo stipendio di fine mese non basterebbe a mandar via i sensi di colpa per i guai che ho provocato (magari inconsapevolmente) a gente che già ha problemi di suo.
Credo che vestire una divisa non sia facile, ma credo anche che nel farlo bisogna accettare i pro ed i contro della propria professione. Oltretutto credo che le critiche gratuite siano stupide e puerili ma anche che fregarsene con fare di sufficienza di critiche costruttive di chi vive in quel quartiere da oltre 28 anni sia altrettanto stupido e puerile nonchè provocatorio.
La legge è uguale per tutti ? FALSO.
La parola di chi indossa una divisa vale sempre più della tua.
Esiste la libertà di espressione e di pensiero ? FALSO
Quando utilizzano una tua frase legittima per “sentirsi offesi” e dunque configurare il reato di oltraggio a pubblico ufficiale nonsei più libero di esprimere ciò che pensi realmente.
Ma sopratutto … io SONO RESPONSABILE DI CIO’ CHE DICO, NON DI QUELLO CHE GLI ALTRI INTENDONO.
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Ecco perchè invito tutti i cittadini onesti a girare ARMATI (di telefonino) e farla pagare a questi bastardi sbirri di merda che mangiano con i soldi delle nostre tasse.
Ragazzo aggredito, picchiato e rinchiuso in carcere senza motivo. Il filmato dei vicini
Tutto è successo in una manciata di minuti. Stefano era uscito per andare a festeggiare il quindicesimo compleanno del cugino in un pub a 400 metri da casa sua. Alle 23 e 45 è arrivato davanti al locale “Regina di cuori” di viale Pinturicchio. Ma era chiuso. Così Stefano, che portava sul suo scooter anche un amico, ha fatto inversione, per tornare indietro. A questo punto un agente si è avvicinato e, a quanto si sente dal video girato dai residenti, si è rivolto a lui dicendo: “Che fai? Guardi? Che state a fa’?”. Subito il primo schiaffo. Stefano ha reagito chiedendo al poliziotto perché lo avesse colpito e in un attimo è stato accerchiato e preso a manganellate da un gruppo di agenti in tenuta anti-sommossa. “Aiuto, aiuto, ma che state facendo?”, ha gridato il ragazzo.
Qualcuno dai palazzi ha urlato: “Basta, siete in venti contro uno, lasciatelo stare”. Poi il filmato si interrompe. Quel che è successo dopo lo racconta il papà del ragazzo, Mario. “Stefano è stato portato dentro lo stadio con una camionetta e lì lo volevano costringere a firmare un foglio in cui non accettava il soccorso sanitario. Mio figlio ha messo la crocetta su “accetto”. Poi l’hanno trasportato in carcere”. E ieri mattina il gip ha convalidato l’arresto. “Ho visto mio figlio in pessime condizioni – ha dichiarato la signora Gugliotta – aveva la testa aperta, il sopracciglio spaccato, due denti spezzati. Mi ha detto: “Mamma devo rimanere qui ancora qualche giorno, ho paura di non farcela ad arrivare a lunedì, sto male”.
SBIRRI DI MERDA OCCHIO AL CRANIO.
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Stupenda song in versione live dei Jethro Tull e di quel GENIACCIO di Ian Anderson.
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